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Locazione ammobiliata: la lista degli arredi obbligatori

Aggiornato il 16 luglio 2026 · 6 min di lettura

Un alloggio può essere locato come « ammobiliato » solo se dispone di un mobilio sufficiente a permettere all’inquilino di viverci normalmente con i suoi soli effetti personali. La legge fissa una lista minima di arredi per decreto: al di sotto, il contratto ammobiliato può essere riqualificato in locazione vuota, con un regime e una fiscalità diversi. Fornire la lista completa mette al riparo il contratto e lo status fiscale del locatore.

Perché una lista obbligatoria

Dalla loi ALUR (legge francese sull’accesso all’alloggio), un decreto fissa il mobilio minimo di una locazione ammobiliata. L’obiettivo: evitare gli ammobiliati « di facciata » che beneficerebbero di un contratto più flessibile e di una fiscalità vantaggiosa senza arredare realmente l’alloggio. Un ammobiliato incompleto espone a una riqualificazione in contratto vuoto di tre anni.

Le 11 categorie di arredi

Il decreto impone come minimo:

  • biancheria da letto con piumino o coperta;
  • dispositivo di oscuramento delle finestre nelle camere (persiane o tende);
  • piani cottura;
  • forno o forno a microonde;
  • frigorifero, e congelatore o scomparto a −6 °C minimo;
  • stoviglie in numero sufficiente per i pasti;
  • utensili da cucina;
  • tavolo e sedute;
  • ripiani per riporre gli oggetti;
  • punti luce;
  • materiale per la pulizia adatto all’alloggio.

Cosa succede se la lista è incompleta

Se manca uno o più arredi, l’inquilino può chiedere al giudice la riqualificazione del contratto ammobiliato in contratto vuoto: durata portata a tre anni, preavviso del locatore di sei mesi e perdita del regime fiscale BIC/LMNP (redditi d’impresa / locatore ammobiliato non professionale). Il locatore ha dunque tutto l’interesse a documentare la presenza di ciascun arredo, idealmente nell’inventario allegato al contratto.

Inventario e stato dei luoghi

La consegna degli arredi si prova con un inventario del mobilio, distinto ma complementare allo stato dei luoghi d’ingresso. Elenca ciascun mobile e il suo stato, e funge da riferimento all’uscita per valutare l’usura ed eventuali danni. Un inventario preciso evita le controversie sul deposito cauzionale.

Domande frequenti

Quali mobili sono obbligatori nella locazione ammobiliata?
Il decreto impone 11 categorie: biancheria da letto, oscuramento delle finestre, piani cottura, forno o microonde, frigorifero/congelatore, stoviglie, utensili, tavolo e sedute, contenitori, punti luce e materiale per la pulizia.
Cosa rischia il locatore se l’ammobiliato è incompleto?
L’inquilino può far riqualificare il contratto ammobiliato in contratto vuoto di tre anni, con preavviso del locatore di sei mesi e perdita del regime fiscale ammobiliato (BIC/LMNP).
Serve un inventario del mobilio?
Sì, è vivamente raccomandato: l’inventario del mobilio, allegato al contratto e complementare allo stato dei luoghi, prova la presenza e lo stato degli arredi e mette al sicuro la restituzione del deposito cauzionale.
Un microonde basta al posto di un forno?
Sì: il decreto ammette un forno o un forno a microonde. Uno dei due basta a soddisfare questo obbligo.

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